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Elezioni dell’Ordine: perché dico di sì e lo dico adesso

Le elezioni dell’Ordine sono fissate: saranno tra Ottobre e Novembre.

Non senza qualche polemica, l’Ordine nazionale dei giornalisti ha istituito le elezioni in seconda convocazione (cito solo quella perché solitamente la prima va “buca”) per il 20-21 ottobre e per il 24 ottobre, aprendo a una novità storica, quella del voto online nelle prime due giornate. I ballottaggi saranno il 3-4 novembre online e il 7 novembre 2021 in presenza. Ecco, comunque, il pdf con la delibera dell’Odg Nazionale.

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Una svolta che può essere decisiva

La possibilità di procedere con il voto elettronico mi sembra un’opportunità molto importante, per cambiare le cose. Finora, anche nella mia carriera, l’Ordine dei Giornalisti è sempre stato un organo lontano e distante, ai limiti dell’inutile. E’ stato così per me, è stato così per molti. Questo ha fatto in modo che la mia generazione, presa nella morsa della crisi, se ne sia completamente disinteressata e lo abbia sempre considerato un inutile orpello del passato.

Il pensiero si è così tanto radicato nel vissuto di molti colleghi giornalisti che ha dato il via al distacco dall’Ordine, lasciato in mano a una generazione di reggitori che hanno accompagnato questa istituzione al declino. Si tratta di una popolazione di frequentatori dei corridoi dell’Odg e delle urne delle votazioni che è sempre stata uguale a se stessa negli ultimi anni e si è sempre gestita la cosa pubblica, l’Istituzione, appunto, potendo contare su un ristretto numero di affezionati votanti. Adesso, però, si può cambiare. Proprio perché si può votare online.

Ci ho riflettuto e mi pronuncio

Piano, piano ti svelerò tutto, ti spiegherò cosa succede, perché succede e con chi succede, ma una cosa te la voglio dire subito. Ho ricevuto da parte di una splendida forza di questo mondo, di una componente di grandi professionisti e ottime persone, la richiesta a dichiararmi eleggibile per il Consiglio Regionale dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia.

E ora ti posso dire che ho detto di sì e, come prassi vuole, lo annuncio pubblicamente nel modo in cui va fatto. Mi dichiaro eleggibile al Consiglio Regionale dell’Odg Lombardia e, se avrai qualche giorno di pazienza, ti spiegherò tutto il progetto del quale faccio parte.

Mi pronuncio ora perché è il momento di parlare di cosa posso fare, anzi di cosa possiamo fare per risollevare l’Ordine. Non so se hai avuto modo di leggere le mie prime riflessioni. Il link è questo e, se vai a dare una guardata, capirai che quello che ho scritto è già un programma.

Per l’Odg c’è un noi, non c’è solo un io

Oggi parlo e mi pronuncio in prima persona rendendomi eleggibile, ma ti dico subito che lo faccio solo per avere la mano e la parola libera. Libera da subito di poter parlare di programmi, di proposte, di cose da fare, di iniziative per rilanciare l’Ordine e fargli avere il ruolo centrale che merita nel cambiamento epocale di questa professione.

Riflessioni, documenti, proposte, idee, incontri, confronti: troverai tutto sul sito di Giornalismo Oggi.

Per ricostruire l’Odg, però, non ci può essere un io. Ci deve essere un noi. E c’è. Appena mi sarà possibile ti racconterò tutto. Ti racconterò di come si svolgono le elezioni, ti racconterò che si vota una squadra intera e non un singolo, ti racconterò cosa si propone di fare la corrente che rappresento. Ti racconterò il percorso e le cose che si riuscirà a fare. Sarà un percorso, una strada, un progetto di cambiamento.

Ci vuole il meglio di noi per un nuovo Ordine

Ho già toccato con mano il disincanto e la disperazione della categoria, il disamore totale (quando non è limita rabbia) nei confronti di questa istituzione. Sensazioni che condivido perfino, ma che ho deciso di trasformare in benzina per il motore del cambiamento, non per il motore dell’abbandono.

Ci vuole il meglio di noi per cambiare l’Ordine. Ci vuole la capacità di leggere la realtà e di riscrivere le regole. Il motivo per cui faccio un passo avanti è semplice, lineare. Non mi piace star fuori a criticare, mi piace star dentro a cercar di cambiare le cose. Molti mi guardano come se fossi un povero scemo, ben convinti che niente cambierà le cose.

La mia motivazione personale

Io rispondo così. Magari non sarò io a cambiare l’Ordine dei Giornalisti, ma sappi che ci darò dentro per cercare di farlo. Ben sicuro, al minimo, di aver fatto tutto il possibile. Con l’impegno. Perché a sparar sentenze senza agire siamo buoni un po’ tutti. Ad agire per cambiare un po’ meno. Cosa considererò un successo? Il poter lavorare sui punti del mio programma, cercando di fare tutto il possibile per dare all’Odg un futuro, visto che il presente, praticamente, non esiste.