Futuro

Giornalismo: c’è bisogno di un nuovo Ordine

Ti spiego il progetto di Giornalismo Oggi ed esco allo scoperto.

Ho creato questo sito perché ho un progetto e ora è il momento di spiegarlo. Siamo nell’estate del 2021 e il giornalismo italiano si avvia a una fase cruciale. In questi mesi o riusciamo a invertire la rotta o il movimento e il mercato di questo lavoro e di questa professione si accartocceranno definitivamente su se stessi.

Per questo motivo questo è il momento di agire e io ho deciso di farlo con il progetto di Giornalismo Oggi. I motivi di questo progetto li trovi qui. Il senso di questa casa digitale te lo spiego con queste parole.

Rilanciare per cambiare giornalismo e Ordine

Lo scorso anno ho ricevuto una bellissima telefonata da alcuni colleghi. Una componente del mondo del giornalismo mi ha chiesto la disponibilità a essere tra le persone eleggibili per le elezioni all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia in vista del prossimo Consiglio Regionale.

Da allora ho cominciato a riflettere sulla risposta da dare, ma soprattutto sulle cose da fare per restare nei confini del mio mondo professionale e dare una mano per farlo cambiare. Ho creato Giornalismo Oggi per questo. Desidero che sia un posto dove riflettere pubblicamente sulle cose da fare per rilanciare e cambiare giornalismo e Ordine dei Giornalisti.

Prima di rispondere… il programma

Prima di dire sì o no (la risposta arriverà, abbi ancora un attimo di pazienza), mi sono messo a pensare. Ho messo a disposizione delle forze che mi hanno coinvolto la mia professionalità per lavorare su questi campi. Te li racconto per punti:

  • La nuova professionalità del giornalismo. I giornalisti di oggi fanno molte cose, anche molto lontane dal modello di questa professione rappresentato ormai in modo orrendamente anacronistico dalle leggi e dalle regole vigenti. Dobbiamo riscrivere i confini di questa professione. Io lo faccio tutti i giorni, lavorando con profitto anche fuori dal mondo dei media. Qualcosa posso dire in proposito.
  • La formazione nelle scuole di giornalismo e nei corsi di aggiornamento. L’ecosistema dei media e dei social cambia in modo velocissimo e la formazione del giornalista sembra essere immobile. Lavorando come formatore, sia nel mondo dei media, sia fuori, trovo che la cosa sia insopportabile. Le scuole di giornalismo sono fabbriche di disoccupati o di sottopagati. I corsi di aggiornamento sono la fiera del nulla cosmico (o un buon affare per pochi). Ecco, su queste cose posso lavorare con profitto.
  • L’auto imprenditorialità nel mondo del giornalismo. I giornalisti devono saper essere imprenditori di se stessi. Anche per costruire nuovi media e per andare incontro alle nuove esigenze del mercato dell’informazione che continua a vedere realtà che chiudono per molti motivi. Uno di questi è il distacco tra le redazioni e gli editori e l’audience. Anni di studi fatti sui nuovi media business e un rinnovamento professionale massiccio della mia figura professionale mi portano a pensare di poter dire la mia anche su questo argomento.
  • Equo compenso? Sì, ma prima equo contatto, equo contratto ed equi termini di pagamento. Questo è un altro argomento. Credo che l’Ordine possa rinnovarsi anche nella maniera di proporre soluzioni, dialogando con le altre istituzioni, in merito a questo problema che è un cancro della professione giornalistica. Basta con i giornalisti pagati male, pagati forse e pagati chissà quando. Anche l’Ordine, in questo caso, deve essere parte attiva.
  • L’internazionalizzazione del giornalismo italiano. Il giornalismo italiano sta morendo anche per mancanza di ossigeno, per mancanza di confronto e di idee. In questi ultimi anni di professione ho maturato relazioni internazionali che possono essere messe a frutto per cambiare la cultura del giornalismo del nostro paese. E’ ora di usarle.

Le tue soluzioni, dimmele qui sotto

Chiarisco alcune cose. Anche solo leggendo questo sito avrai capito che voglio impegnarmi per il giornalismo. Voglio fare, non voglio perdere tempo. Aggiungo che questi sono i punti e che non voglio andare oltre, anche se molte altre sarebbero le cose da fare per cambiare l’Ordine dei Giornalisti che, ora come ora, è una carcassa di un animale morente. Non voglio essere un tuttologo dell’Ordine perché già ne leggo e ne vedo molti. Non saprei giungere a tali vette demagogiche. Oltretutto se di questi punti ne realizzassi anche solo la metà, l’Ordine diventerebbe un’altra cosa. Quindi sto a questi 5 punti.

Per questo motivo ho bisogno di una mano. Ho bisogno che tu dica qui sotto quali sono i problemi da risolvere per l’Ordine (magari limitandoti a dire cose costruttive senza sparare ad alzo zero). In attesa della mia risposta definitiva in merito alla mia eleggibilità per le prossime elezioni dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, vorrei sopratutto capire che cosa si può fare per fare una cosa che desidero fare assieme a te.

Sai di cosa parlo? Del giocarsi la possibilità di cambiare le cose impegnandosi direttamente, invece di preferire la via più facile, quella di chi critica restando fuori a guardare cosa succede. Io non ci sto. Poi magari non vengo eletto, poi magari vengo eletto e non mi fanno far nulla. Alla fine, però, sarò sicuro di aver fatto tutto il possibile per cambiare la professione che amo da una vita, quella del giornalista. Il giornalismo ha bisogno di un nuovo Ordine: lo ricostruiamo insieme?