Professionalità

Deontologia, la vicenda del video del Mottarone

La parola Deontologia non può restare lettera morta.

Il desiderio di GO è quello di dare strumenti e documenti chiari per capire la professione. Per questo motivo abbiamo chiesto al collega Mario Consani di scriverci una breve dissertazione sull’incresciosa vicenda della pubblicazione, avvenuta qualche giorno fa, del video dei momenti precedenti l’evento della strage del Mottarone, costato la vita a 14 persone. Il documento non andava pubblicato perché viola norme di diritto penale e di deontologia professionale, ma è stato ugualmente pubblicato. L’avvenimento è l’ennesima riprova che la deontologia ora è lettera morta, ma non lo può restare se si desidera un futuro diverso per il giornalismo. Ecco il testo dell’intervento di Consani:

Da Vermicino in poi, ecco il giornalismo dell’orrore

Da Vermicino al Mottarone. Con la tragedia di Alfredino, 40 anni fa, nacque la tivù del dolore, Però all’inizio della diretta Rai tutti pensavano che la storia sarebbe finita in modo molto diverso. E comunque, anche da Vermicino si avviò quella riflessione nella categoria che avrebbe  portato i giornalisti, anni dopo, a darsi  regole che escludevano la possibilità di coinvolgere i minori  nelle vicende di cronaca.

La deontologia ha il limite dell’essenzialità

Il video choc del Mottarone è senza dubbio uno scoop giornalistico, ma chi ha a cuore le regole della nostra professione sa che da anni, tanto più nella cronaca nera e giudiziaria che affondano nelle carni e nelle viscere delle persone, il limite che leggi penali e norme deontologiche hanno fissato è quello dell’essenzialità: tutto si può scrivere e mostrare, anche se stupisce e offende,  purché sia davvero essenziale alla comprensione di un fatto, di un delitto, di un processo. I 24 secondi del Mottarone non aggiungono nulla a quanto già si sapeva. Sono  un pugno nello stomaco, la diretta differita dell’esecuzione capitale di 14 persone. Dalla tivù del dolore alla tivù dell’orrore. Il trionfo dell’audience.


Mario Consani, giornalista del “Giorno”, è stato consigliere dell’Ordine della Lombardia per quasi dieci anni, fino al 2017. Ha partecipato come relatore a decine di incontri formativi in tema di deontologia, ha tenuto per alcuni anni  con l’avvocato Luca Boneschi il corso di “Etica e deontologia dell’informazione” al corso per master/Ifg della Scuola Tobagi dell’Università Statale, dove tuttora coordina un seminario di Cronaca giudiziaria.